Credo che il post che copincollo di seguito rispecchi esattamente ciò che penso in merito a faccialibro.
Alla fine li trovi tutti lì. Li trovi tutti dentro al recinto di facebook come scimmiette allo zoo.
Non hanno niente da dire ne tantomeno da ascoltare, passano il tempo a spulciarsi vicendevolmente con domandine facili facili di quelle che non serve neanche l’aiutino e aspettano che qualche visitatore curioso lanci loro delle noccioline da sgranocchiare.
Sono il popolo dei “vivi”, il popolo di quelli che fino a ieri non sapevano neanche accendere il computer, il popolo di quelli che se dicevi “blog” ti dicevano che la vita “vera” è fuori, che la gente “vera” è fuori, che il mondo “vero” è fuori.
E invece loro sono tutti dentro, dentro al recinto di facebook in cerca del compagno di scuola a cui chiedere come va per poi dimenticarsi nuovamente di lui un attimo dopo.
Sono il popolo dei “vivi”, il popolo di quelli che se dicevi “ho un blog” ti dicevano “ma non ti vergogni a raccontare i fatti tuoi?” e adesso in un linguaggio stringato e già noioso in sole tre parole, ti dicono che fuori piove o che gli è rimasto del prezzemolo tra i denti.
Il popolo di quelli che la sera, quando tu ti mettevi a scrivere qualcosa sul tuo blog, ti immaginavi fossero fuori a vivere quella benedetta vita “vera” piena di occasioni, di opportunità e di divertimento.
Il popolo dei “vivi” , il popolo di quelli che tutte le volte che ti viene la malaugurata idea di entrare su facebook, scopri ti hanno inviato mazzi di rose rosse virtuali, peluche virtuali, kiss virtuali.
Il popolo dei “vivi” che ti invita alla sagra del prezzemolo tra i denti di Resegone o al test per scoprire se sei un soggetto a rischio di ragadi anali. Il popolo di quelli che si iscrivono al gruppo dei detrattori dell’alluce valgo e a quello degli amanti del piede a cipolla. Il popolo di quelli con la fotina sorridente e l’album fotografico pieno di gatti, di foto ricordo della gita alla Madonnina del Grappa e di pensierini fatti di tre parole e centocinquanta puntini di sospensione.
Il popolo dei nostalgici delle emoticon animate, dei filmati di gattini appinzati ai coglioni e delle frasi celebri di Claudio Baglioni.
Il popolo dei “vivi” che è sempre stanco, che va così così, solite cose, che palle piove anche oggi.
Quattro concetti che si rincorrono tra loro e ti rincorrono appena entri su facebook e trovi sempre qualcuno che ti chiede “che fai di bello?”. Guardo la tv. La tivvu? – ti rispondono un po’ sorpresi.
E poi ti raccontano che la loro la televisione non la guardano mai, non la guardano più.
Loro adesso la sera stanno al computer.
Su facebook.
A fare il test per sapere che tipo di scimmiette sono.

(tratto da http://www.viscontessa.com/)

1 comment
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Aprile 30, 2009 a 8:55 am
Anonimo
ciccio è un bigolo.