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mi alzo alla velocità della luce, mi vesto esco di casa. e fin qui sembra che possa ancora farcela senza troppi problemi. a metà strada la catena della bicicletta pensa bene di cadere e lasciarmi come un pirla in mezzo alla strada!!!!!!
avevo due possibilità: andare a piedi in stazioen e arrivare verso le 10-11 al lavoro
….arrivo in stazione con le mani talmente e completamente nere che una signora pensava che tornassi da una recita di carnevale nell’imitazione mal riuscita di Louis Armstrong!…. non contento per aprire il cancello del deposito dove metto la bici sono costretto aaprire la zip della borsa…sporcando parte della borsa di grasso!…..
morale mi sporco un pò anche maglietta e pantaloni….
vado nei cessi della stazione in cui trovo una rumena mezza addormentata che, vedendomi, rimane pietrificata dal colore delle mie mani, alla quale chiedo se ha del sapone “aggressivo” per lavarmi le mani.
poverina, ha soltanto della sgrasatore per vetri! … molto gentilmente me lo spruzza sulle mani e io cerco di lavarmele il meglio possibile, mentre una signora, uscendo dalla toilette dietro a me, mi guarda manco fossi un alieno in gita di piacere nei cessi della stazione di saronno!!!
viaggio in treno, metro e pullmann con gente che mentalmente si fa domande assurde….. ma che non ha il coraggio di domandare nulla!
arrivo in e-care sul filo del rasoio e timbro. bevo un caffè… e mi appresto a far trascorrere le mie 8 ore in attesa del viaggio di ritorno…. mah…
per essere giovedi non mi lamento. ancora. almeno per ora.

Non esiste il destino, ci sono solo scelte da fare. Alcune scelte sono facili, altre no, e sono quelle che contano davvero, quelle che fanno di noi delle persone.
oggi ultimo giorno di lavoro. poi due settimane di stop. saranno due settimane di noia e frustrazione, o saranno rigeneranti e divertenti? dipenderà unicamente da me stesso, credo…
la voglia di scappare, di cambiare, di fuggire via da tutto ciò che già conosco a memoria, da tutto quello che mi si ripresenta uguale tutti i giorni, dannatamente prevedibile, privo di stimoli, alienante e spasmodicamente inaccettabile per me…
in parte questa situazione si è plasmata col tempo, per mia involontaria scelta. o meglio, per non-scelta, tacito assenso-accettazione, senza reagire. senza scontrarmi di petto nelle scelte che mi si ponevano di fronte. lasciando che tutto scorresse fianco a me senza dire o fare nulla, senza coinvolgimenti positivi.
solo enorme criticità emotiva per me stesso, incapace di reagire, con troppa paura di reagire, con troppa paura di scegliere ciò che sento di volere. un tempo mi dicevo, mi “raccontavo” che “troppe cose” mi legavano qui, troppe persone e condizioni non mi permettevano di fare ciò che volevo nella mia vita.
ora mi rendo conto che ciò che voglio è lì che mi aspetta da tempo, da molto tempo, e io non riesci ad afferrarlo. come un bambino che cerca di toccare un palloncino che si allontana dalla sua piccola mano, come un aquilone che vola nello spazio sopra di te ma che non puoi toccare. ma con un solo gesto, con una tua scelta consapevole, puoi “direzionare” dove vuoi.
la mia mente e il mio corpo sono da troppo tempo in fermento, troppo tempo in cui sopprimo i miei desideri, le mie aspirazioni. la mia volontà. credo di aver sbagliato. credo di non aver scelto troppe volte nella mia vita. fino ad ora. sarà tempo di cambiamenti? prenderò finalmente uan decisione? sceglierò di volermi più bene, inspirare e lanciarmi a capofittto senza ripensamenti?

