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dannatamente strano. strano e senza senso.
in un mondo beffardamente normale (termine che sempre con più efficacia non riesco a comprendere…) noto con sempre più intensità la stranezza e il non-senso.
gente di corsa che corre al lavoro ad annoiarsi. gente annoiata che si annoia al lavoro e scappa a casa ad annoiarsi con la moglie. ragazzi annoiati che rincorrono la stranezza per cercare un senso alla loro vita permeata dalla noia.
amici di altrettanti ragazzi che si danno appuntamento col telefonino per incontrarsi dopo pochi minuti in qualche piazza o scalinata, o androne di palazzo. o bar. o cantina. e scoprire di non averne capito il senso.e quindi cercarlo nelle strade. nei negozi. provocando malessere ad altri coetanei con offese ed insulti. commenti discriminatori oltre che offensivi ad altrettanti coetanei. e se non bastasse ancora ad anziani. che si sa sono deboli, spesso goffi e indifesi. quindi sicuri di maggior risultato.
madri angosciate che aspettano i loro figli alzate nella notte nella speranza che tornino al più presto sani e salvi a casa. e i figli che aspettano la mattina nella speranza che arrivi il più tardi possibile e che l’attesa li ripaghi in qualche modo.
aspettare e correre. per annoiarsi. per angoscirasi. per sperare. per scappare. per cercare. per trovare un senso a tutto questo.
ma avrà senso? con tutto questo correre per annoiarsi e sperare di scappare per cercare un senso, mi sono stancato. nn so voi.
ma io mi sono stancato.
il senso dell’ essere sempre presente.
il senso dello scomparire all’improvviso,
senza lasciare il tempo di…
il senso del mostrare un bel sorriso
quando, invece, dentro di te hai solo rabbia e frustrazione.
il senso della ricerca di sfoghi interiori
in circostanze e luoghi che per certo mai ne daranno…
il senso del vuoto che ti avvolge
e ti svuota con efferata avidita.
il senso di domande
a cui non avrai mai risposte,
e se ne avrai
non avresti mai voluto sentire.
il senso di porsi domande
se se ne hanno già delle chiare risposte.
il senso del cielo,
dei fiori,
del miele,
se non ne vedo la bellezza,
non ne sento il profumo,
e non ne posso gustare il sapore…
il senso del vago senso di nausea
che mi accompagna in questi giorni.
il senso della scomparsa
di quei meravigliosi momenti in cui,
senza parlare, era già stato detto tutto;
guardandosi negli occhi e
elargendo promesse con generosità infinita;
il senso del sapore di fragola
sulle mie labbra,
se adesso è solo un ricordo…
il senso.
vi guarderò negli occhi
e alla vostra domanda “cosa c’è che non va?”,
risponderò con un sorriso.
nulla, è tutto a posto.
solo, non trovo il senso.
lunedi mi sono alzato alla solita ora (x chi non lo sapesse sono le 6.45..) per fare ciò che faccio tutti i lunedi da 3 mesi a questa parte: bagno, vestiti, macchina, stazione, treno, metro, pullman, lavoro. lavoro, passaggio, metro, treno, macchina, bagno, cena…. invece…
arrivo sul treno e quasi a milano mi rendo conto (sono le 7.35 circa..) che faccio fatica non solo a camminare ma anche a pensare. detto fatto. scendo dal treno e salgo su un altro in direzione opposta ( fino a qui riuscivo ancora a ragionare…).stazione, macchina,…casa.
coma. male ovunque. sms, tel, termometro.
sigh.
oggi ore 17.15 responso del medico. chissà….


