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ascolto: a thousand miles – Vanessa Carlton

Dopo due notti che dormivo con lei, mi ha chiesto se volevo condividere la sua casa. eravamo a letto, alle dieci di mattina, tutti e due con un bicchiere di spremuta di arance in mano. non mi guardava in faccia, guardava il manifesto appeso nella sua camera, a fianco alla finestra, aperta.

siamo usciti, e la notte del venrdi ci ha preso in contropiede: piena di suoni e luci e spostamenti. eravamo sulla porta del ristorante, sbilanciati, inbilico sullo stipite, sorpresi come appena risvegliati da un letargo. siamo andati a comprarci un gelato e l’abbiamo mangiato a piccole cucchiaiate, camminando piano lungo i marciapiedi. c’erano branchi di adolescenti che si tenevano per mano e ridevano ai semafori. camminavamo con piccole coppe di gelato in mano; giravamo in circoli lungo lo stesso percorso. c’era gente che usciva dai ristoranti e fast-food, che sembrava molto più soddisfatta di noi.

non capivo bene perchè, ma mi sambrava di vedere tutta la scena attraverso un vetro; non riuscivo a toccare da nessuna parte. potevo solo guardavre attorno: la gente in coda davnti ai cinema, i mimi e i giocolieri che la intrattenevano.

quando parlava di lui aveva un tono risentito e aspro, che cercava di mascherare sotto strati esili di ironia. a volte guardavamo la televisione, e ricordava qualcosa. credo che continuasse a idealizzarlo senza rendersene conto.

dopo diverse mail notturne….”come vedi alla fine ti scrivo anche se mi sembra che ci sia poco da chiarire perchè è già tutto chiaro cosi com’è. dici che non ho la minima sensibilità ma sai che non è vero perchè prima di tutto mi sono sempre preoccupato di essere onesto e sicero con te, cosa che tu non hai sempre fatto. adesso sono anche molto stanco perchè ho girato tutta la notte e non ho chiuso occhio. tutto quello che volevo dirti con questa mailè che è inutile che continuiamoa stare insieme come siamo stati assieme negli ultimi sei mesi perchè finisce che soffriamo tutti e due e nessuno dei due ci guadagna davero qualcosa di positivo dunque è peggio meglioguardare in faccia la realtà come persone adulte e sono sicuro che tu puoi farlo. Comunque è inutile adesso dire queste cose perchè le sai gia bene e sei abbastanza intelligente per capire quello che c’è da capire. insomma, almeno ci abbiamo provatoe se le cose non sono andate coem dovevamo non dobbiamo darci al colpa a vicenda. ti saluto adesso e mi dispiace che finisca cosi, lo sai che ho sempre cercato di rimettere le cose insieme, am adesso è finita davvero e cerchiamo di essere maturi. quando ci rivedremo e se ci rivedremo, sarà molto dura, sarà terribile,ma ce la faremo farò. continueremo forse a vederci come amici, garndi amici. ora ti lascio, le lacrime mi faranno compagnia in queste ultime ore prima di alzarmi. a domani

e ieri abbiamo dato il colpo finale. non so quando e se ci rivredremo. e se ci rivedremo come faremo