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ci sono cascato ancora… una telefonata è stata sufficiente per farmi correre di nuovo li. di nuovo. ancora una volta. due difficili parti del mio essere che si scontrano di continuo. alla fine ha vinto di nuovo una parte, senza la partecipazione dell’altra …
ed eccomi li, di nuovo fra le sue braccia, ad assaporare lentamente le sue fantasiose attenzioni. non posso trattenermi. la mente estraneata dal corpo non riesce a sottrarsi dall’ennessimo errore. e così la farsa continua, senza sosta, sensa preoccupazioni evidenti.
dentro di me, invece, la strabordante voglia di una relazione diversa. ma ciò che voglio, forse, sta solo nei miei sogni malati. non so se mai scoprirò se ho ragione, o se ,invece, ho delle speranze…intanto continuo a cascarci dentro come fosse ogni volta la prima volta… non posso farci nulla…
esco in punta di piei da una convulsa giornata cominciata male. cerco invano di distrarmi e distrarre gli altri dall’evidente inbarazzo e falsa costrizione che ancora mi legano in quel posto in cui si sta festeggiando non uno, ma ben due compleanni… sorrido, isterico e prego finisca presto…diverse immagini si sovrappongono nella mia mente confusa da pensieri e parole.
alcool e alcool. ancora alcool.ormai solo un tumefatto accordo di parole sensa senso sfiorano le mie labbra alla ricerca di vane conferme. ma non è così. tutto sembra procedere per il meglio. credo di essere diventato un bravo attore, almeno per alcuni… solo sguardi consapevoli o vagamente interlocutori da persone cui so di potermi fidare. il resto è come un grande luna park in cui le giostre e le attrazzioni si ripetono senza sosta, senza possibilità di decisione alcuna. una ruota che gira sensa sosta, da cui non puoi scendere. solo una breve sosta nell’isola a ridere goffamente e nella speranza che un nostro amico si riprenda un pò dall’alcool…
e poi ancora via, nel mio piccolo angolo di estraneità, dove nessuno mi conosce, ma tutti mi chiamano per nome, e vogliono sapere di me, come mi va… e parliamo, beviamo, e parliamo, e passiamo il tempo, e beviamo e soffochiamo, almeno per un pò, i brutti presentimenti, gli amori perduti o mai ricambiati. e il cervello si annulla dal corpo. diventa un essere a se stante, difficile cercare di tenerlo a bada, difficile controllarlo. è a questo punto che il disco arriva alla fine, e finiscono i solchi, non si ode più alcun suono e tutto sembra immerso in una strana atmosfera astratta, rarefatta, irreale.
ancora un sorso di rhum, e poi di nuovo via, verso il terreno già calpestato, dove nulla è scoperta, dove nulla è sorpresa, dove tutto ha sempre lo stesso identico essere e agire . mi spoglio e mi addormento di colpo, senza nessun pensiero, e sembra quasi che tutto questo sia realtà…
ora che non ci sei più, la notte per me ha un altro respiro.
il lento viaggiare del vento è ora diventata tempesta, un’asma disperata.
ed a noi non resta che un sospiro.
scelgo di affondare lentamente in un tuo abbraccio, senza pormi limiti di tempo, dimenticando il presente e il passato.
se potessi mi legherei a te come uno straccio, immaginando un possibile futuro.
e, insieme a te, ti renderei consapevole di ciò che ancora non noti.
oggi solo grandi incazzature per questo cazzo di Splinder… più che poter gestire un blog mi pare di litigarci…cmq, sono l’unico che non riesce ad aprire i commenti?
Creste Creste Di Gallo
Di chi sarai mai il fallo?
