mi sembra che l’orizzonte si sia richiuso in modo definitivo. dire che sono disilluso è dire poco: esaurimento totale di aspettative.
la familiarità esausta e ingrigita di ogni via e facciata della mia città mi comunica una tristezza intollerabile. a volte continuo a camminare senza direzione finchè mi sembra di essere sul punto di dissolvermi nella superficie sudicia di un marciapiede o sul fianco di un’automobile.
a volte, in occazione di una telefonata o di un uscita con un amico, in cui per alcuni attimi sento uno strano e confortante sollievo, tutto il movimento e l’allegria e l’indipendenza e la maturità che sentivo in quella situazione, hanno solo l’effetto di farmi sentire più opaco e inerte, incapace di ricavare niente di positivo dalla vita.
torno, allora, verso casa con la mia macchina dal motore debole e gli ammortizzatori molli, nella zona periferica della città, come lungo un piano inclinato di sogni schiacciati al rullo compressore di una reltà implacabile.
Rock Minuet – Lou Reed

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